Dopo il caso Trump, viene sottolineato il caso Clinton, che, vede coinvolta la Clinton Organization, che secondo i media risulta essere una macchina mangia soldi, ed Hillary ovviamente smentisce ponendo come esempi gli 11 milioni di persone aiutate che sono affette da IADS e il maremoto di Haiti. Il Tycoon accusa però un incoerenza nella organizzazione stessa, in quanto, essa prende fonti Stati come l’Arabia Saudita, dove la donna non è rispettata, mentre la Clinton pone la parità dei sessi come suo primo principio.

Il tema che sembra più dividere i due candidati è la politica estera. Trump che accusa la famiglia Clinton di aver sbagliato a finanziare i ribelli all’epoca di Saddam Hussein, creando così l’ISIS. Sottolinea poi il disastro di Aleppo e dei continui bombardamenti. La Clinton risponde al tema “estero” con un incremento dell’intelligence che aiuterà a controllare la macchina del terrorismo. Sottolineando poi che per la città di Aleppo, attraverso accordi con Syria e Russia, verrà proposta una No-Fly Zone.

Ambo i lati invece vengono accusati dai media di non avere un piano economico valido per permettere agli U.S.A. di abbassare il debito pubblico che, sottolinea Trump, durante i due mandati di Barack Obama è arrivato a circa 30mila miliardi di debito. Aggiunge poi che con la sua presidenza il PIL crescerà dal 1% al 4%.

La Clinton invece, pensa di poter sanare il debito attraverso gli investimenti nel paese, aumentando le tasse per i ricchi, così poi da poter fornire fondi alla classe media che, tende a sottolineare il Segretario di Stato, essere la ninfa vitale del paese.

Al termine del dibattito il reggente del discorso chiede ai due candidati la domanda più famosa “perché i cittadini americani devono votare per te?”.

Trump risponde che si occuperà dei militari e di salvaguardarli, ha ribadito di essere più volte vicino alle comunità afro e latinos e che il popolo insieme a lui farà forte l’America.

La Clinton sottolinea di voler essere il Presidente degli americani, di avere bisogno del talento e dell’energia del cittadino per difendere le famiglie statunitensi e mantenere  una vita pubblica sana.

Ora spetta agli americani votare il 4 Novembre il loro nuovo rappresentate. Ben consapevoli che durante la campagna elettorale e durante i dibattiti ci sono stati colpi bassi da ambo i lati e va sottolineato come entrambi i candidati abbiano la volontà di rialzare l’America da una crisi che sembra non avere fine.

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