In questi giorni stiamo assistendo allo scontro, oramai permanente, tra politica e magistratura relativamente alla modifica della costituzione e alla separazione delle carriere.
A latere di tale perenne disputa, aleggia un ulteriore fantasma, che forse ancor di più preoccupa i magistrati, ovvero quello di nominare i membri del CSM non tramite elezione ma tramite sorteggio.
Tale proposta legislativa non rientrando nel pacchetto di modifiche costituzionali e quindi, indipendentemente dall’esito del referendum a cui verosimilmente si dovrà ricorrere non raggiungendosi la maggioranza qualificata richiesta dalla costituzione in seconda votazione, potrà comunque essere adottata con legge ordinaria.
Sostanzialmente, la norma, ancora al vaglio dei tecnici, andrebbe a sostituirsi alla classica nomina dei membri togati del CSM tramite voto da parte dei magistrati.
Immediatamente l’AMN, ed anche singoli magistrati, hanno tuonato dinanzi a una simile ipotesi.
Qualcuno è anche arrivato ad affermare, in modo certamente suggestivo: “Ma voi lo eleggereste un amministratore di condominio per sorteggio?”.
Partendo proprio da questa provocazione, ci sentiamo in dovere di farne una uguale e contraria.
Ipotizzando di essere in un condominio litigioso, con tre o quattro fazioni in conflitto tra loro, spesso più per questioni di principio o bandiera che di sostanza, è meglio scegliere un amministratore che piace solo ad una fazione- che opererà proprio nell’interesse di quella fazione, magari portando nel condominio tecnici, giardinieri, ditte, attigue ai componenti di quella fazione- e scontentando, se non addirittura pregiudicando le altre, oppure un amministratore preparato, magari sconosciuto ai condomini- e quindi senza possibili “aderenze” che viene eletto con sorteggio, tra 10 curricula similari?
Ed è questo l’approccio che ha portato il legislatore a fare una possibile scelta apparentemente antidemocratica (“sorteggio” in luogo di “elezione”) ma tale approccio è volto ad evitare che si ripetano scandali come quello ben noto di Palamara o, ad avviso di chi scrive, uno ben peggiore, ovvero la querelle giudiziario/amministrativa che ha visto fronteggiarsi il Dott. Lo Voi- poi atterrato alla Procura di Roma- e i dott.ri Lo Forte e Lari.
Indipendentemente dai curricula dei candidati, la sensazione che sempre si ha dinanzi alle nomine operate dal CSM, è sempre una sensazione di scelta politica per “appartenenza” e non tecnica (quale invece dovrebbe essere quando si tratta di magistrati).
Ed allora l’ipotesi, sempre più realistica, di un sorteggio dei membri del CSM, appare un’ipotesi FOLLE.
Ma folle nell’accezione che Erasmo da Rotterdam ne dà nel suo famoso saggio, di una follia come motore immobile che permette di superare quei vincoli che la ragione (e aggiungeremmo anche l’ipocrisia, il perbenismo e l’opportunismo) non riescono a superare.
Ed è per questo che una previsione folle di una nomina per sorteggio, nell’attuale panorama del “pianeta giustizia” appare una scelta sensata.
Basterà prevedere che i “sorteggiabili” abbiano un curriculum, sotto il profilo dell’anzianità di servizio e della produttività, tale da immaginare che siano in grado di svolgere il compito loro affidato in modo consapevole.
Perché, se è sempre valida l’antica massima che recita: “dai il potere ad un cretino e creerai un tiranno”, forse altrettanto valida potrebbe apparire una sua nuova versione che dovrebbe più o meno recitare così: “dai il potere ad un “appartenente” (ad un gruppo, ad una fazione, ad una corrente) e creerai un organo che opera in modo disfunzionale”. Credo ne sappia qualcosa Palamara.
Massimo Baldi Pergami Belluzzi
